A tavola con persone sbagliate

Mi è capitato di sedermi

ad un tavolo di persone

che con me non c’entravano niente.

Intitolai quella sera:

“Il tripudio ottuso dell’idiozia”.

Il menù della cena si presentava

con l’insensata passività delle idee,

quell’ipocrita ed insulsa pesantezza

che lacera l’acciaio

e si nutre di certezze granitiche,

disgustose

come vermi di filo spinato.

Anche il vino di quel banchetto

mi fu amaro come

il più rancido dei veleni

dunque ci misi poco a decidere

di alzarmi e andar via.

Ripensando a quel momento,

sono solo fiera della scelta che feci.

Uscita dal ristorante

quella notte,

dissolsi il mio tempo

nel più nobile

dei sospiri.

Diedi un bacio alla Luna

e mi sentii più leggera e viva,

promettendomi

di non bere

neanche un goccio di vino

con persone non affini

che avrebbero rubato

anche solo un minuto

del mio tempo.

V.

a tavola con gente sbagliata

 

Vino

Ogni filosofia insegue il proprio vino

e ciascuno stringe il suo bicchiere.

“In vino veritas” dicevano i latini

e l’epoca tradita ora non seduce.

Alto s’alza il tanfo di sentina

e grido al mondo il mio disgusto.

Boriosi verri colmi di denaro

stringono il giogo e la catena,

mentre l’indegna servitù

svende il popolo digiuno.

Se la scelta della secessione

sarà un fardello troppo grande

servirai la banalità del male.

Non c’è virtù nell’egoismo

e l’altruismo sia la tua legge.

Rischia e lotta per il vero,

ripudia il decadimento pervadente,

e correggi questo mondo capovolto,

oppure apprestati a visitare la cantina.

V.

VINO